Emergenza Coronavirus: riflessioni e racconti dei volontari


Febbraio 2020
Ce lo ricorderemo come “il tempo del coronavirus”?
Non ce lo ricorderemo nemmeno?

Io me lo ricorderò come il periodo in cui in un turno ho portato in ospedale una piccola paziente in età da scuola dell’infanzia, spaventata, con la febbre.
Noi scendiamo così dall’ambulanza, tutti bardati come per andare sulla scena di un crimine. E il suo viso è ancora più spaventato e il respiro si affanna.
Non è colpa sua se dobbiamo guardare con sospetto chiunque abbia la febbre, non è colpa sua se ha la tosse.

E allora è subito Carnevale! Perché in effetti questa settimana le scuole erano chiuse per il carnevale no?! E allora noi siamo venuti travestiti.. é un gioco! E tu da cosa sei vestita? Hai una bella maglia di Hello Kitty ed ecco che sei diventata il tuo personaggio preferito.
E poi piccola creaturina, preparati..perché andiamo sull’ambulanza che non è mica una roba x tutti..e allora appena torni a scuola ricordati di raccontare ai tuoi amici quanto sembrava di essere su una navicella spaziale da tanto era piena e dal rumore di quella sirena che diceva a tutte le altre navicelle: “Ehiii, spostatevi, tanto la gara la vinciamo noi!!!”

Quel viso a cui siamo riusciti a strappare qualche sorriso, quello sarà ciò che ricorderò del periodo in cui tutti sospettavano di tutti. Quel sorriso lì.
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(Grazie Debora x la testimonianza)
♥️
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